La Storia

L’origine del nome Tramonti nasce chiaramente dalla posizione geografica. La denominazione, del resto, deve essere stata spontanea se si pensa che tutti i Centri dell’alta Val Meduna devono le loro origini alle popolazioni che nel secolo X, per l’invasione degli Ungari, andavano appunto rifugiandosi tra i monti.
Circa l’origine dei tre Tramonti non si hanno notizie precise. Lo storico M. Degani nella sua “Diocesi di Concordia” ritiene che le “ville” così anticamente chiamate, e lo sono tuttora, nella lingua friulana, abbiano avuto origine negli anni 899-951, quando gli Ungari invasero più volte le nostre terre incendiando, rubando e facendo stragi.
Fu allora, sempre secondo il Degani, che molti abitanti della pianura cercarono scampo nelle impervie e remote vallate alpine. Ma non è da escludere che la vallata sia stata abitata anteriormente a tali date.
Infatti nel 1880, mentre si stava costruendo un tronco della strada rotabile Tramontina, in località Tridis, furono scoperte delle tombe singolari, formate da mattoni, e all’interno si rinvenne qualche frammento di ossa.
Sempre in località Tridis furono scoperte due grandi cisterne, che per la loro ampiezza e la tecnica di costruzione, fanno pensare ad una numerosa popolazione molto progredita.
In altre località della valle furono scoperte fosse interrate contenenti degli scheletri. Questi antichissimi sepolcri di mattone risalirebbero ad un’epoca molto lontana nei secoli, nei confronti di quelle semplici fosse che ricordano tempi posteriori al 1000.
Dopo l’anno 1000 la Val Tramontina segue le vicende medioevali; fa attivamente parte della piccola Patria del Friuli, poi subisce la dominazione e lo sfruttamento di Venezia.
Nei tempi successivi, la numerosa popolazione della valle conduce la propria esistenza con semplicità, adeguandosi e spesso subendo gli avvenimenti Regionali e Nazionali.
La valle partecipa attivamente alle lotte Risorgimentali e, volontari Tramontini combattono agli ordini del grande patriota e fervente Garibaldino Antonio Andreuzzi, nato nella vicina Navarons.
La grande guerra combatte le sue battaglie anche in Val Tramontina seminando distruzione, lutti e miserie.
Anche nella seconda guerra mondiale la valle, come del resto tutto il Paese, patisce le tribolazioni di quel terribile periodo bellico, non senza scrivere pagine gloriose nella lotta per la Resistenza, dove il Battaglione Val Meduna della IV Brigata Osoppo , al Comando del quale venne chiamato il Tenente Luciano Pradolin (Goffredo) di Tramonti di Sopra.
Si distingue particolarmente nella difesa della Forcella di Monte Rest, dove, sebbene inferiori per numero e per mezzi, i Partigiani della Val Meduna, in due giorni di eroica lotta, contengono e poi respingono il nemico.
Negli anni del dopoguerra la Val Tramontina vive le grandi difficoltà ed i molti problemi di organizzazioni e di lavoro, con la purtroppo tipica rassegnazione e con un non indifferente sacrificio, che si può determinare con una sola parola: emigrazione.
Non possiamo tralasciare l’accenno alle gravi conseguenze causate dai terremoti del 6 maggio 1976 e di settembre dello stesso anno. I danni materiali ammontano a decine di miliardi.
La Val Tramontina ha reagito in modo positivo alla catastrofe e le forze valide si sono adoperate perché le riparazioni e le ricostruzioni divenissero realtà.
Attualmente la forza lavoro locale è occupata nel settore terziario, in quello manifatturiero, alimentare e nei centri industriali di Maniago e Spilimbergo.
L’agricoltura e l’allevamento sono stati abbandonati ad eccezione di piccole realtà familiari.
Il settore turistico abbisogna di ulteriori sforzi per potenziare gli impianti esistenti e per creare nuove infrastrutture ricettive.
Pertanto, in conclusione, per un sensibile e concreto decollo economico, sociale e culturale, Tramonti di Sopra ha bisogno di idonei mezzi di sviluppo, quali l’occupazione in loco, servizi e migliore viabilità, per creare veramente un futuro migliore.